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LA STREET ART

LA STREET ART

Cos’ è “Obey” prima di un brand streetwear?

Andrè the giant, wrestler e attore francese (1946-1993).

Il protagonista della famosissima campagna propagandistica di Shepard Fairey che la definì come un’ “esperimento di fenomenologia”.

Fairey con l’ aiuto di alcuni suoi compagni, realizzò degli adesivi con l’ immagine del wrestler ed il testo “Andre the giant has a posse”.

Testo come “in-joke” (termine usato per indicare uno scherzo il cui humour può essere chiaro soltanto alle persone appartenenti alla comunità o gruppo sociale in cui lo scherzo è avvenuto).

Questo messaggio era diretto alla subcultura skater e hip-hop.

Fairey successivamente, per paura di subire una causa legale, crea la più iconica immagine della faccia del wrestler con la scritta “OBEY” (letteralmente obbedisci). OBEY, riprodotto con stencil, murales e poster su spazi pubblici e privati in innumerevoli luoghi del mondo.

Attraverso la propria storia “Obey” si guadagna indubbiamente uno tra i primi posti in classica come brand che punta ad un outfit streetwear.


Qual’ è la differenza tra murales e graffiti?


Entrambi sono nati da movimenti di protesta e sono da considerarsi come libere espressioni creative della popolazione contro il potere. Attualmente però parte di essi assumono valore sociale ed estetico, inserendosi in aree prive di colore. I murales rappresentano sostanzialmente raffigurazioni allegoriche ispirate a motivi e ideali politici e sempre di più entrano in contesti paesaggistici in modo del tutto legale .

Attraverso i graffiti invece si studiano lo sviluppo delle lettere che possono andare a comporre il nome d’ arte di chi l’ ha eseguito.

Spesso i graffiti a differenza dei murales sono considerati un atto di vandalismo. La cultura del writer si muove in una direzione di protesta e ribellione verso un sistema che impone determinate regole.

Venendo realizzati quasi sempre in orario notturno, grazie all’impegno di torce che aiutano sia l’ esecuzione, sia un eventuale fuga. Vengono scelte zone di forte passaggio, vagoni di treni abbandonati o addirittura ancora in funzione i quali hanno come obiettivo quello di diffondere la propria “visione”, viaggiando costantemente da una parte all’altra.

il movimento streetwear si sta proiettando già da tempo e prima negli Stati Uniti, verso il mondo “writing”. Alcuni esponenti nel mondo del fashion iniziano a personalizzare delle t-shirt con bombolette spray

In qualche evento ed altri fanno uso di grafiche che rievocano la street art anni novanta.

Si diffonde un messaggio sempre più chiaro e palpabile che si orienta verso l’ arte.

L’ imperfezione, la rottura degli schemi e la rivoluzione dei piani sistematici.

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